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Miryam di Nazareth

16,00 13,60

Renato Marini

2012, ©Michael Edizioni – p. 223 – ISBN 9788896913086

Nel piccolo paese di Nazareth, circa duemila anni fa, viveva una ragazza che sarebbe stata ricordata per il suo straordinario ruolo nella storia del crisanesimo.
 Il suo nome era Miryam, italianizzato in Maria.
L’autore immagina gli avvenimenti che condussero questa giovane donna a diventare la donna più ammirata della storia umana: dalla visita dell’angelo alla fuga in Egitto, dalla vita tranquilla a Nazareth fino a quando il figlio Yeoshua (Gesù) uscì di casa per predicare il suo messaggio di perdono e di amore.
Un racconto emozionante, che tocca il cuore e guida l’immaginazione in una società molto diversa dalla nostra, fra eventi che passano dall’ordinario al miracoloso.

L’autore Renato Marini, nasce a Este nel 1948, decimo di sedici figli di un professore di lettere. Laureato in Psicologia dell’Educazione a Padova, sposato dal 1975 e padre di due figli ormai adulti.
Membro del Comitato Tecnico dell’associazione ACNIN (www.acnin.it).
Autore di testi divulgativi sulla salute mentale naturale (Psiche Amica, 1995) e sulla relazione fra mente e spirito (Luce e Materia, 2001), relatore per oltre vent’anni in conferenze e seminari sulla medicina naturale costacurtiana e sulla psicologia spiritualista applicata al progresso personale ed alle relazioni di coppia.
Appassionato studioso della Bibbia, tiene anche conferenze su testi come la Genesi e l’Apocalisse.

Marina Feltri

2011, ©Michael Edizioni – p. 168

Simona subisce uno stupro, ma non può raccontare l’accaduto, troppo il pudore, l’avvilimento, e il frutto di quella violenza lo deve celare fino al momento in cui se ne sarebbe andata, chissà dove.
Non avrebbe mai sposato quell’uomo e l’avrebbero cacciata di casa.
Vive il suo dramma in solitudine, rinchiusa, non si deve vedere, sapere, ma la nascita di Silvia dà valore alla sua esistenza.
Un matrimonio affrettato per cancellare la ‘colpa’ si rivela da subito, catastrofico per loro, rinchiuse nell’omertà subiscono ogni sorta di violenza morale e fisica, tuttavia, Qualcuno, forse, ha ascoltato quel “Grido al cielo”.
Il disconoscimento, l’abbandono da parte di chi avrebbe dovuto, potuto, l’ha segnata, ma i tempi non erano maturi…

Marina Feltri ha ritenuto opportuno rendere partecipe il pubblico attento alle problematiche e alle dinamiche di vicende tristi e crude che capitano alle donne, in famiglie ‘normali’.

Il racconto è uno spicchio di esistenza e nonostante tutto, un inno alla vita.


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