Dalla Galaverna alle Malebranche – In viaggio con Dante

20,00

Enrico Mazzone
Prefazione di Vittorio Sgarbi

2021, ©Michael Edizioni – Pagine: 148 – ISBN 978-88-96913-78-9

“In cinque anni ho avuto la fortuna di poter viaggiare e meravigliarmi. Lo devo ai miei genitori che hanno saputo accompagnarmi in questo viaggio, durante il quale ho imparato a crescere, intraprendendo un’esperienza unica. Dalla remota Groenlandia mi sono ispirato all’Inferno dantesco e, dalle terre finlandesi, abitate per cinque anni, ho avuto il lusso di vivere d’Arte. Ora, nell’anno 2021, in Italia condivido l’opera alla quale ho forse dato più dedizione e autenticità, riconoscendo alla Divina Commedia un’autentica guida di sopravvivenza spirituale. I numeri che regalano ancora emozioni fanno la cifra stilistica dell’opera: 6000 matite, approssimata in eccesso 5964, cinque anni di lavoro costante e quotidiano nel ritmo lavorativo. 10, 12 e 14 ore di dedizione, la vita che sfuma il raccoglimento di forza fisica e stamìna mentale. La misura ingombrante di un foglio da 97 metri x 4. I momenti di crisi che a ogni puntino diedero un ritmo sconnesso dalla normalità. E chissà quanti puntini, da creare un universo parallelo. Quando notte e giorno diventarono un tutt’uno ebbi la formula per ricreare la mia realtà.”

Enrico Mazzone, classe 1982, artista Torinese. Frequenta il liceo scientifico Ettore Majorana e l’Accademia Albertina di Belle Arti sotto la cattedra del prof. Ottavio Coffano (scenografia Teatrale). Tesi specialistica su Teoria della forma e a pieni voti in entrambe i diplomi.
La curiosità lo porta a una poetica criptica e sibillina, ermetica a tal punto da comunicare in maniera visuale, più che verbale. Significati dettati dall’iconografia tardo medievale e gotica, prendono valore nei suoi gesti, portandolo a “wanderer”, nel significato romantico.
La sua ricerca è totalmente devota a un apparato visionario e frammentato, nel quale manca un’ eccezione moderna.
In genere per trovare le epifanie che riceve, si spinge in luoghi solitari, in cui può liberarsi dei suoi pesi e giocare con energie oniriche. Contempla orizzonti infiniti che gli fanno perdere l’individualità.


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